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MISSIONE BURUNDI

PATRONAGE A NGOZI E ALTRE ESPERIENZE ITALIA-BURUNDI

Amahoro!          

"La pace sia con te!"

C'era una volta in Africa, un paese tanto piccolo tanto poveroche si chiamava Burundi. La sua popolazione era molto giovane, e infatti più della metà aveva meno di 15 anni. Stava uscendo da una guerra sanguinaria che aveva decimato 5cento mila, forse un millione dei suoi abitanti. La sua economia ne era rimasta a terra, tanto che tutto era devastato. Tutto, non, proprio. Un gruppo di giovani Italiani, guidati da 2 salesiani decisero di organizzare attività formative e ricreative per il mese di Agostoper i bambini della Città di Ngozi. Nacque il PATRONAGE.Questo avvenne nell'anno 2007. L'esperienza si rivelò interessante, e mobilitò una cosi grande simpatia in Italia, a Torino, a Ngozi, che si decise di rinnovarla anche l'anno dopo.

CHI HA TOCCATO CON LA SUA MANO, VISTO CON I SUOI OCCHI

NON PUO RIMANERE INDIFFERENTE

E PIU DELLE VOLTE BASTA POCO PER ACCENDERE UN SORRISO  D'UN BAMBINO




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Ngozi Burundi

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June 04

PAZZI PER AMORE


Questa preghiera la dedico a te Don Claudio, Peppe, Monica, Marta, Joy, Milena, Benedetta, Chiara, Andrea, Stefano, Agnese, Eugenia.
Tu sei uno/a di quei pazzi/e di cui ha bisogno il nostro mondo. Che sanno dare senza contare, che sanno buttarsi senza calcolo.
Pazzi lo sei, ma pazzi d'amore. Dio ti vuole così.

SIGNORE, MANDACI PERSONE FOLLI

(Louis-Joseph Lebret)

O Signore, mandaci dei folli;

dei folli che s'impegnino fino in fondo, dei folli che dimentichino,
che non amino solo a parole,
che si donino davvero fino all'ultimo.

Abbiamo bisogno, Signore, di persone folli,
di persone "irragionevoli",dei passionari,
capaci di saltare nell'insicurezza:
l'ignoto è sempre più aperto per la povertà.

Abbiamo bisogno dei folli del presente,
innamorati della vita semplice,
immuni dal compromesso,
decisi a non tradire mai,
dimentichi della loro vita privata,
dei folli capaci di accettare ogni sorta di impegno,
e di andare in qualsiasi luogo:
liberi e obbedienti insieme spontanei e tenaci, dolci e forti.

Signore, abbiamo bisogno di questi folli.



April 24

VERSO LA PACE

Verso la pace in Burundi?

Burundi, FNL diventa partito politico

ESTRATTO DA: http://temi.repubblica.it/limes/burundi-fnl-diventa-partito-politico/3986

di Roberto Colella

Siglato il documento che vede anche l'ultimo dei gruppi ribelli diventare un partito politico. Una data storica per il paese africano, il momento culminante del processo di pacificazione dopo una guerra durata tredici lunghi anni.
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Il processo di pace in Burundi sempre più verso una svolta definitiva. Lo scorso dicembre era stato siglato l’accordo tra Agathon Rwasa, leader del movimento FNL (Forces Nationales de Libération) e il Capo di Sato del Burundi Pierre Nkurunziza in merito alla smobilitazione e al disarmo dell’ultimo gruppo ribelle ancora attivo. Ma in queste ultimi giorni è stato compiuto un ulteriore passo in avanti. Infatti nella notte tra il 21 e il 22 aprile il movimento FNL è diventato ufficialmente un partito politico.

Un rappresentante del Ministero degli Interni del Burundi ha siglato il decreto ministeriale che riconosce e concede personalità giuridica al partito FNL. Il documento è stato sottoscritto durante una cerimonia presso il Ministero a Bujumbura.

Il rappresentante del governo, generale Evariste Ndayishimiye, nel quadro dei negoziati ha dichiarato inoltre che tutte le armi in possesso delle FNL ora si trovano sotto il controllo delle forze speciali dell’Unione Africana. Tutto ciò rappresenta il momento culminante di un processo di pace iniziato diverso tempo fa relativo ad una guerra durata 13 anni dal 1993 al 2006 e che ha devastato il Paese.

Sulla base di un accordo siglato in Sudafrica la scorsa settimana, 3500 combattenti ribelli saranno integrati nell’esercito e nella polizia mentre altri 5000 saranno smobilitati a partire dal 15 maggio. Gli altri membri del FNL torneranno a casa con una piccola somma di denaro ai sensi dell’accordo siglato.

Agathon Rwasa, in merito al documento storico ha dichiarato, che si tratta di un giorno memorabile che pone fine a 29 anni di clandestinità e di guerra. La storia del FNL risale al 1980 quando alcuni pochi fedeli diedero vita al movimento ribelle. Per Rwasa inoltre si tratta di una vittoria importante ma che potrebbe risultare memorabile in relazione alle elezioni del 2010 senza specificare però se si candiderà alle elezioni presidenziali. Nel 2010 infatti si voterà non solo per il nuovo Presidente della Repubblica del Burundi ma anche per il rinnovo del Parlamento.

Molto probabilmente le elezioni del 2010 saranno finanziate dal Belgio, secondo una dichiarazione del Ministro per la Cooperazione Charles Michel, il quale ha garantito la creazione di un gruppo di addetti al processo elettorale affinché tutto avvenga nel rispetto delle regole e in modo democratico affinché anche la Commissione Elettorale Indipendente possa agire senza pressioni.

Inoltre per quanto riguarda gli ex ribelli da reintegrare, l’ambasciatore giapponese in Burundi S.E. Shiego Iwatani, ha siglato con il governo burundese un accordo nel febbraio del 2009 che prevede un finanziamento di 2.129.300 dollari per la reintegrazione socio-economica degli ex ribelli combattenti. I beneficiari saranno all’incirca 14.000 tra ex combattenti, smobilitati e loro dipendenti.

In questo clima positivo si va ad inserire però una nota negativa che fa riferimento a quanto accaduto lo scorso 9 aprile quando nelle prime ore del mattino veniva ucciso Ernest Manirumva da alcuni assalitori non identificati. Manirumva era un attivista che lottava contro la corruzione. Era molto apprezzato in Burundi e non solo tanto che l’OLOCUME, ovvero l’Osservatorio contro la corruzione e gli illeciti economici di cui era Vice Presidente, era conosciuto in tutto il Mondo e soprattutto dagli Organismi di difesa dei Diriitti Umani . Attualmente le autorità burundesi stanno indagando sull’accaduto in modo da garantire una approfondita indagine del caso per giungere ad una rapida soluzione che prevede condanne penali per gli autori dell’omicidio. Una nota dolente per un Paese che lotta da anni per un sistema pacifico e democratico.
(24/04/2009)
April 21

PACE A VOI!

  21/04/2009

Burundi, Rwasa depone le armi
Mara Lamberti

Un atto simbolico che potrebbe rappresentare la svolta decisiva nella conclusione della guerra civile, dopo i numerosi tentativi di cessate il fuoco. Resta da risolvere il reintegro degli ex miliziani nella società

Sabato 18 aprile s’è svolta sotto gli occhi dei rappresentanti dell’Unione Africana, dell’ONU e del governo la cerimonia per la consegna delle armi da parte dei ribelli burundesi delle Forze Nazionali di Liberazione (FNL), guidati da Aghaton Rwasa. La cerimonia s’è tenuta a Rubira, località a 20 chilometri da Bujumbura, la capitale, dove erano radunati i ribelli per la smobilitazione.

Si tratta di un atto soprattutto simbolico, che rappresenta però anche un segnale di speranza: la guerra civile, iniziata nel 1993, ha causato 300mila morti. L’FNL era l’ultimo gruppo attivo a non avere ancora deposto le armi in maniera definitiva, nonostante il cammino di pace che aveva portato all’ennesimo cessate il fuoco l’anno scorso.

Dopo avere simbolicamente consegnato un kalashnikov, Rwasa ha sottolineato come questo gesto indichi il passaggio dei ribelli dell’FNL dalla lotta armata alla lotta politica. Le Forze Nazionali di Liberazione, una volta completato il processo di disarmo, saranno infatti registrate come partito politico.

Intanto però bisogna pensare al reinserimento nella società di migliaia di ribelli: 3.500 ex guerriglieri verranno integrati nelle forze di sicurezza, di cui 2.100 nell’esercito burundese, mentre 1.400 nelle forze di polizia. Desta preoccupazione il numero dei miliziani che verranno arruolati: l'operazione è infatti insufficiente ad assorbire i 20mila ribelli che hanno deposto le armi.
Nonostante le buoni intenzioni di Rwasa ( “I burundesi possono stare tranquilli, non riprenderemo la guerra” ha infatti affermato), solo la risoluzione di questo nodo da parte della politica burundese potrà sancire la vera pace.

Tratto da: http://www.nigrizia.it/doc.asp?id=12013&IDCategoria=108


March 27

Compassione-azione

                                                     


Un adagio in francese dice: "L'enfer est pavé de bonnes intentions" (L'inferno è pavimentato di buoni intenzioni). E io più delle volte mi sono fatto questa domanda: Ma veramente, bisogna che alcuni siano miseri perché altri stiano bene? Cioè: Non si può stare bene tutti? Di risposta non ne ho ancora, e non mi sforzo più
di cercarla. Solo una cosa mi soddisfa per adesso e mi riempie di meraviglia e di gratittudine: che ci sono persone che si danno da fare per rendere migliore gli altri. La compassione, la simpatia con chi sta nella sofferenza, molte persone ce l'hanno. Ma da lì all'azione concreta, mi accorgo che ce ne vuole, e tanto.

Un esempio: Durante il Patronage 2008, avevamo pensato di educare i ragazzi alla igiene. E abbiamo deciso di portarli a lavarsi. E di fatto, molti, se non tutti, venivano sporchissimi. Sarebbe stato un bel divertimento. E a chi si sarebbe lavato avremmo offerto un sapone perché continuasse anche a casa. Ci imbattemmo in un problema, non del tutto semplice: Ma dove trovare acqua per tutta questa popolazione? E mi venne un'idea: vicino al Liceo, a circa 2km ci sta una sorgente dove gli alunni andavano a prendere acqua. Lì porteremo i ragazzi, secondo le fasce di età, a incomminciare con quelli di 8-10 anni. La sera del giorno prima, Don Claudio, Eugenia ed io, andammo a vedere il posto, da buoni salesiani.

La foto di sopra tutto ciò che abbiamo trovato. Senza molti commenti, siamo retornati a casa, con un'altra strada. Però il sapone glielo abbiamo regalato a tutti, anche se qualcuno ha preferito venderlo.
LA FOTO DI SOTTO, CISTERNA IN COSTRUZIONE, DICE INVECE CHE L'ANNO PROSSIMO I BAMBINI POTRANNO LAVARSI. GRAZIE AD ALCUNI AMICI CHE HANNO DECISO DI PASSARE DALL'INTENZIONE ALL'AZIONE.
 


March 17

PAPA BENEDETTO XVI IN AFRICA

PAPA BENEDETTO XVI IN AFRICA

Queso testo è stato estratto da: http://www.newsitaliapress.it/pages/dettaglio.php?id_lnk=6_150381)

Sul viaggio papale in Africa interessante è sentire anche la voce di don Paolo, un frate comboniano che ormai da anni lavora in Kenya e quindi ‘uomo al fronte'. "Do il mio benvenuto al Papa perché è da tanto che non usciva da Roma, speriamo che il suo viaggio vada bene e soprattutto speriamo che ritorni, perché qui c'è gran bisogno dell'aiuto della Chiesa".

"Questo viaggio in Camerun ed Angola sarà importante poiché finalmente potrà capire la situazione di queste zone e verificare e toccare con mano quanto accade in Africa. Credo che l'Africa sia importante per il Vaticano poiché il nuovo cattolicesimo è qui così come in America Latina. Inoltre ad ottobre a Roma si terrà un Sinodo sull'Africa e quindi questa esperienza di Benedetto XVI servirà a portare avanti un'analisi sul continente proprio in vista di questo sinodo".

Per quanto riguarda la fase di neocapitalismo che l'Africa sta vivendo negli ultimi anni la Chiesa potrà giocare un ruolo importante di aiuto per i popoli? "La risposta a questa domanda dipenderà da come il Papa interpreterà il Vangelo se, quindi, con la funzione sociale così come già fatto da Giovanni Paolo II, che poi è la strada secondo me migliore e più applicabile, o se sceglierà altre vie".



 
 

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